Attenzione .com! L’AAMS ora chiede gli arretrati

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Sarebbero collegati al bookmaker maltese Betaland quei cento ced e ctd cui Aams ha inviato una richiesta di pagamenti e verifiche sulle attività di raccolta di scommesse senza la necessaria autorizzazione degli stessi Monopoli di Stato non più tardi di una decina di giorni fa. Un marchio molto forte nel mercato dei casinò online non legali dei .com, conosciuto in Italia grazie ad una vasta rete di agenzie, Betaland.com non più appartiene alla Gaming Vc Holding, la società quotata in borsa allo stock exchange di Londra, da non confondere con la Gaming Vc spa titolare di licenza Aams e operante in Italia secondo le leggi Aams. Un colpo duro ricevuto da un casino online che ora si trova a dover affrontare una situazione difficile. Betaland infati non è più parte della Gaming Vc Holdings, la società con sede nelle Isle of Man e con licenza di gioco maltese e delle Antille Olandesi. Il sito Betaland, fondato nel Q3 del 2007 e ormai in fase di declino è stato venduto alla GVC New ltd, società completamente indipendente dalla Gaming VC Holding con conseguenti tagli sul personale. Ma ad aggravare il già delicato momento di transizione si è aggiunta anche l’Aams, andando a colpire proprio la principale fonte di reddito di Betaland.com, ovvero quella rete di agenzie sparse in tutto il territorio italiano

. Ricordiamo che dalla circolare del 7 giugno pubblicata da Aams che impone ai centri di operatori stranieri Ced basati in Italia il pagamento del Preu (l’imposta prevista dall’art. 1 comma 66 della Legge Finanziaria del 13 dicembre 2010, n. 220 e che graverà sui titolari dei centri di book privi di concessione dei Monopoli di Stato) gli uffici regionali del Mef-Aams non hanno aspettato tanto per entrare in azione. Cento centri di trasmissione dati sono stati raggiunti da una comunicazione degli stessi che, per un centro di Napoli, è datata addirittura 13 giugno.

Una vera e propria tegola per questi operatori visto che, finora, i Monopoli non avevano avviato una strategia di contrasto del genere ai CTD e lo hanno fatto intervenendo sull’aspetto più sensibile che potessero toccare, cioè quello fiscale e tributario. E il vero problema starebbe nella retroattività di questo atto che può significare una montagna di soldi.

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Come detto sarebbero 100, finora, i Ced raggiunti dalla lettera di Aams che anticipa un eventuale intervento della Guardia di Finanza. Napoli, Catania e dintorni, Liguria e il territorio di Imperia e altri dislocati random sul territorio italiano.
La comunicazione con oggetto ‘Imposta Unica sulle scommesse, Richiesta di dati, notizie e documentazione, recita: “Gentile contribuente, la informo che, nell’ambito delle facoltà ed attribuzioni riconosciuti dall’Aams ai fini dell’accertamento e liquidazione dell’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse di cui al D.Lgs. n.504/1998, sono in corso di svolgimento controlli a verificare la correttezza degli obblighi relativi all’imposta unica. Per questo motivo si rende necessario acquisire dati, notizie e documentazione”, esordiscono dagli uffici regionali Aams rivolgendosi ai titolari dei centri e alla società collegata, il provider che fornisce i giochi e il banco delle scommesse ai punti stessi.
I responsabili chiedono la compilazione di alcuni questionari inviati in allegato alla lettera da consegnare entro 30 giorni dal ricevimento di questo ‘invito’.
“In caso di mancata risposta al questionario ovvero di risposta incompleta o non veritiera o nel caso in cui non venga dato seguito all’invito ad esibire e/o trasmettere la documentazione, questo Ufficio procederà a determinare induttivamente la base imponibile ai fini dell’imposta unica utilizzando la raccolta media della provincia ove è ubicato il punto di gioco, desunta dai dati registrati nel totalizzatore nazionale”. Che tradotto vorrebbe dire: o i Ced consegnano e comunicano tutti i documenti e i dati del fatturato su cui calcolare l’imposta da pagare, o la Finanza è pronta a scandagliare nei documenti e nei flussi tracciati per risalire alla verità dei numeri. Oltre a ficcare il naso in tutte le attività degli stessi centri.
Il periodo di riferimento sarebbe relativo agli anni 2008, 2009 e 2010 e rappresenta una vera stangata ‘retroattiva’ a questi centri che rischiano di dover chiudere i battenti. A rischio anche la credibilità della società quotata in borsa e titolare di questi centri visto che, secondo lo Stato italiano, sono illegali perché non in possesso della regolare licenza rilasciata da Aams per la raccolta di scommesse sportive e ippiche. Ed è il primo vero intervento diffuso e radicale che i Monopoli operano su una vasta porzione di territorio con tale decisione dal 2006, anno della liberalizzazione del settore, dal quale si assiste alla continua diatriba tra i concessionari Aams e i centri di scommesse legati a società estere che operano senza licenza italiana.
A scatenare la reazione di Aams c’è stata comunque la sentenza della Corte di Giustizia Europea sul caso Costa/Cifone che è applicabile solo ed esclusivamente a quegli operatori esclusi dalle gare pubbliche in violazione del diritto dell’Unione Europea (leggi Stanleybet). Inoltre, secondo questa affermazione, i centri di trasmissione dati che operano per società che non si trovano nella situazione citata non sono esenti da sanzioni penali.
C’è ora il rischio di un effetto domino che potrebbe anche arrivare allo stock market di Londra e in chissà quali altri lidi dove risiedono società che controllano questi centri di trasmissione dati.

Come riconoscere un casino legale

In Italia l’offerta di gioco online è consentita solo agli operatori in possesso di una concessione rilasciata dall’Amministrazione Autonoma di Stato.
Tale concessione nasce per tutelare il giocatore, per il quale rappresenta sicuramente una forte garanzia.

Come riconoscere un casino online legale

Il numero della concessione e il logo dell’AAMS deve essere sempre riportato nel sito dove si offrono giochi pubblici.
L’elenco dei concessionari di Stato è inoltre consultabile nella sezione “Concessionari autorizzati al gioco a distanza e relativi canali di raccolta” del sito dell’ aams. Quasi sempre i siti legali hanno il suffisso .it.

L’utilizzo di testimonial, giocatori o personaggi famosi non è di per sè garanzia di legalità; verifica comunque dove stai giocando.
Nell’apposita sezione sempre sul sito dell’ aams con cadenza periodica viene aggiornata la lista dei casino online illegali (spesso caratterizzati dal suffisso .com), il cui accesso viene inibito dall’ AAMS.

Se il sito del casino online su cui giochi online è tra questi, può darsi che ti venga fornito in seguito ad ogni inibizione un nuovo indirizzo per giocare, o che lo faccia in automatico il tuo client di gioco online connettendosi a siti ogni volta diversi; ti consigliamo di verificare e ti ricordiamo che non ci possono essere certezze che ciò sia sempre sufficiente. Qualora le forme di blocco attuate diventino più severe, come è attualmente probabile, potresti trovarti nell’impossibilità di accedere al casino online e perdere definitivamente il tuo credito maturato nel gioco online.
Inoltre ti ricordiamo che non può essere permesso il gioco online se non è stata prima verificata la tua identità, ad esempio attraverso l’acquisizione in forma elettronica dei tuoi dati identificativi o con invio cartaceo di un tuo documento d’identità o richiedendoti il pagamento attraverso un bonifico. Un casino online, anche se in possesso di concessione, che ti permette di cominciare a giocare anche in modo temporaneo senza aver verificato la tua identità non rispetta le normative antiriciclaggio emanate per contrastare questo fenomeno.